Mariù Pascoli non avrebbe mai immaginato che un semplice concorso letterario potesse cambiarle la vita.
Abituata a vivere nell’ombra del fratello Giovanni, tra doveri domestici e poesie scritte in segreto, si trova improvvisamente catapultata in un’Italia che nel 1912 cambia a una velocità vertiginosa. È l’anno del suffragio universale maschile, delle lotte sociali, del Futurismo. Per le strade si canticchiano le arie di Puccini, ma alla Scala trionfa un’opera inquietante, Ariane et Barbe-bleue, nella quale una donna viene uccisa dal marito perché troppo curiosa.
È l’anno in cui tre donne molto diverse – Mariù, Eugenia Codronchi e Vittoria Aganoor – si incontrano e scoprono di avere qualcosa in comune: il desiderio di sapere, di creare, di essere libere.
Donne che vogliono sapere: Mariù, Vittoria e Eugenia
Durante un piccolo concorso letterario Mariù Pascoli, protagonista del romanzo Riflessi inversi incontra due donne non comuni, le contesse Vittoria Aganoor ed Eugenia Codronchi. Le tre non potrebbero essere più diverse: Eugenia e Vittoria sono due ricche nobili, hanno contratto ottimi matrimoni e frequentano il bel mondo. Mariù conduce una vita ritirata, scrive in disparte, quasi di nascosto. Eugenia e Vittoria invece pubblicano regolarmente versi e testi. Eugenia Codronchi in particolare è una donna che non passa inosservata, veste come un uomo, non si vergogna di esprimere le proprie opinioni anche in presenza degli uomini. Si prende gioco delle convenzioni più radicate all’epoca che vorrebbero le donne relegate a ruoli minori, custodi del focolare domestico. Il loro incontro cambia le carte in gioco, per sempre.
Lei Maria, scrive spesso? mi incalzava Eugenia.
Solo nei ritagli di tempo quando non devo prendermi cura di Giovanni o sbrigare le altre faccende…”
Eugenia non aveva ancora appagato quella sua curiosità vivace che scoprii poi come la rendesse assolutamente unica.
“Intendo le faccende femminili, il ricamo, il rassetto della casa, gli acquisti al mercato…”
“Brava!” aveva esclamato talmente sonoramente Eugenia che dal gruppo dei giurati che conversavano fumando sigari si era levato qualche borbottio di rimprovero “Ci vorrebbero più donne schiave che donne libere!”.
(Enrico Bruschi, Riflessi inversi. Nella mente di Mariù Pascoli pag. 43)
Il rapporto tra le tre donne: conflitti, alleanze, segreti
Eugenia riconosce immediatamente il talento per la scrittura di Mariù tanto da spingerla a pubblicare. Astutamente è lei a suggerire alla Pascoli di farlo sotto pseudonimo. Mariù è terrorizzata e insieme affascinata da Eugenia, si lascia incalzare, ma è afflitta da dubbi e paure. Inizialmente insensibile alle sue frequenti intemerate contro il clima culturale italiano stantio e retrogrado, alla fine si lascia conquistare. Quei versi che Mariù durante il loro primo incontro sostiene “moriranno con me”, usciranno su alcune riviste letterarie con lo pseudonimo di Sibylla.
Amicizia femminile
Eugenia, Vittoria e Mariù stringono un’amicizia femminile forte e intensa, basata sul comune amore per il sapere, le lettere e la poesia. Una forma di moderna solidarietà femminile che è costretta a esprimersi nella clandestinità: sussurrate sono le loro conversazioni private, nascoste dietro una tenda o in un angolo del salotto sorseggiando un tè; le loro confidenze vengono fatte per corrispondenza attraverso lettere spedite a destinatari fittizi. È all’interno di questo circolo segreto che le tre donne si sostengono a vicenda, dispensando consigli e condividendo segreti. Molti segreti. Uno in particolare quello di Mariù, il più inconfessabile di tutti, dovrebbe rimanere sepolto per sempre, ma…
Perché questi personaggi parlano ancora al lettore di oggi
Mariù Pascoli, Vittoria Aganoor ed Eugenia Codronchi con la loro determinazione, coraggio, talento hanno aperto la strada a molte donne dopo di loro che hanno avuto l’ardire di inseguire i propri sogni contravvenendo a quanto la società degli uomini e dei potenti si aspettava da loro. Non prive di contraddizioni e di arretramenti, dubbi e conflitti interiori, si muovono tra desiderio di libertà e dovere. Le loro scelte, spesso dolorose, sono il cuore del romanzo Riflessi Inversi. Così come i loro segreti.
Se vuoi scoprire fin dove arriveranno, puoi scoprire il romanzo qui.
