Non aveva una meta, solo un percorso di massima che variava a seconda del meteo e dell’umore. Ma che la prendesse da una parte o dall’altra immancabilmente si ritrovava in Città Studi a scrutare il garbuglio di travi del beaubouriano Padiglione di Architettura (che poi, poteva essere il Beaubourg a somigliare alla creazione di Viganò!)
Quando attacchi con le similitudini non la smetti più…
Hai ragione, sii paziente, lo sai che fare paragoni è l’unico modo che conosco per dare un senso alle cose.
Sistemò con cura il cappotto e il cappello sulla sua panchina. Come faceva sempre, prese posto sul bordo, per lasciare libero alla sua sinistra.
***
Viganò gli aveva fatto conoscere Giulia. L’aveva notata perché durante Laboratorio di Composizione Uno se n’era uscita con un Viganò assomiglia solo a Viganò.
Lei era di Napoli e allora risiedeva nello studentato Marchiondi. Al restauro di quello stesso edificio aveva iniziato a lavorare l’anno in cui Giulia era morta. (Quale forma di perequazione, il Destino aveva fatto in modo che lei non assistesse all’umiliazione che gli era stata inflitta quando lo avevano cacciato dallo Studio perché era troppo vecchio).
Due adolescenti vengono dalla sua parte. Squaderna il quotidiano (ha imparato che le persone sono meno sospettose se tieni tra le mani un giornale e diventano più naturali se credono di non essere osservati).
Te l’ha mandata una faccina? … ti piace, si vede.
Si vede che stai facendo la dieta, avrai perso tre chili, sentenziano alle sue spalle.
Sì ma non se ne accorge.
Gli uomini non si accorgono mai di nulla.
A Viganò sarebbe piaciuta quella sua panchina, aggrappata ad un angolo retto di una piattaforma di cemento. Sembrava quasi fluttuasse come…
Paolo… di nuovo?
Scusa
Non me ne frega nulla, hanno bisogno di un padre! Sei un adulto, devi assumerti le tue responsabilità. Una donna in tailleur si ferma a pochi passi.
Dall’altra parte del cellulare si distingue un’infilata di improperi.
Devo sempre passare io per rompiscatole: tu li porti al parco anziché a scuola, li fai mangiare al Mac… io invece un maledetto minestrone, detestano le verdure e detestano me!
È percorso da un brivido d’eccitazione: sarà una giornata indimenticabile.
