Quando Giovanni Pascoli muore, la notte del 6 aprile 1912, come ultimo atto terreno strappa alla sorella Maria, detta Mariù, una promessa: tumularlo nell’unico posto dove sia mai stato felice. Ma le lascia anche un avvertimento: «Bada!».

Da chi deve guardarsi questa donna rimasta improvvisamente sola? Dai Ministri e dai Professori che vogliono appropriarsi del corpo del Poeta e trasformarlo in simbolo di unità nazionale, mentre il Paese è impantanato in una guerra coloniale che dissangua risorse ed entusiasmi? Dai compagni di gioventù del fratello, rivoluzionari socialisti che lo considerano voce degli ultimi? O dalla sorella Ida, decisa a rivendicare quanto più possibile delle proprietà di Giovanni, come compensazione per essere stata esclusa dal “nido”?

 

In un’Italia che non perdona le donne pronte a sfidare il potere, Mariù — disperata ma determinata — si trasforma in un’Antigone moderna, pronta a tutto pur di onorare l’estrema volontà del fratello. È l’inizio di un viaggio di tre giorni che diventa discesa nelle profondità di ricordi personali e famigliari.

La storia di Maria Pascoli, sorella del Poeta ma poetessa a sua volta, è stata dimenticata: relegata allo stereotipo della donna devota all’accudimento fraterno. Eppure Mariù scelse consapevolmente l’ombra, e nei suoi versi rimossi dalla cultura ufficiale ha lasciato tracce preziose per ritrovarla. E alcuni indizi per svelarne l’ultimo segreto.

Riflessi inversi è un piccolo mistero letterario: un romanzo sul coraggio femminile, i silenzi che segnano i legami familiari, la ricerca della verità.

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